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Musica e Melomania

​La pagina di Astor Palmieri



Il personaggio di Astor Palmieri nasce nella metà degli anni Ottanta, a​
Controradio, per una trasmissione intitolata Branoterapia. Tale la premessa, 

era evidente quale fosse il carattere del programma, tuttavia - con una

certa sorpresa - la Branoterapia conobbe un apprezzabile successo, tanto da​
restare in programmazione per quasi quattro anni.​
Astor Palmieri era un improbabile critico musicale, la cui familiarità con la grande​
musica sembrava perlomeno sospetta. Lo pseudonimo evocava Astor Piazzolla e all'inizio l'idea era proprio quella di un personaggio con ascendenti argentini, modificati poi con più generici riferimenti sudamericani, fino a stabilire i suoi natali nel Paraguay, paese che - fra l'altro - era all'epoca afflitto dalla più lunga dittatura militare della storia e ciò spiegava la condizione di esule del Palmieri.



La conduzione di programmi di musica classica in una realtà radiofonica

rockettara come quella di Controradio degli anni Ottanta fu una decisione a dir
poco temeraria, ma ancora oggi, coloro che ascoltavano le squinternate
dissertazioni di Palmieri, mi hanno confessato di essere rimasti incuriositi dal
repertorio operistico o da quello sinfonico e che qualcuno, nella propria collezione
di dischi, assieme ai Clash possiede anche qualche CD di Couperin o di Kodaly.
Dopo Controradio la mia attività radiofonica è stata piuttosto frammentaria,
ma dal 2010 ho ripreso a condurre una rubrica dedicata alla grande musica,
intitolata il Cane da Tartufi, in onda su Rete Toscana Classica - FM 90.1;
93.1; 93.3; 94.6; 97.5; 99.3 - la cui programmazione è rilevabile dal
bollettino della radio o dal palinsesto dei programmi che trovate sul sito:
www.retetoscanaclassica.it.

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Un'altra iniziativa che mi ha visto coinvolto come critico musicale (o piuttosto
come DJ classico) si è svolta nell'estate 2011 e si intitolava Spirits and Music,
nella quale si sperimentava la diffusione di dj set di musica colta nei luoghi pubblici.
Proporre l'ascolto della grande musica in luoghi differenti da quelli per i quali
normalmente è destinata, continua ad essere - dopo oltre venti anni - il mio
ineluttabile destino.
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Le Mie Tre Vite

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